28/01/2009
Questo è il vecchio blog di sub terra
Questo è il vecchio blog di SUB TERRA
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ma stiamo lavorando ad un sito su nostro dominio!
07/08/2008
28/04/2008
Giovanni Lindo Ferretti, Diaframma e Offlaga Disco Pax:SubTerra narra un mese di concerti tusci
Non so da cosa dipenda esattamente. E' uno di quei momenti in cui si percepisce in ogni cosa la vibrazione del cambiamento, direi quasi della crescita. Questa provincia sta mutando, è in espansione, presto probabilmente anche le ultime antiche divinità che la abitano se ne andranno per sempre per lasciare il posto a nuovi dei. Città diverse si succederanno sullo stesso suolo senza essersi mai incontrate, a cui capiterà solo per caso di avere lo stesso nome. Tutto ciò può essere osservato da tante, molteplici prospettive. La politica, l'aeroporto, inattese rivelazioni di successi letterari del proprio vicino di casa, improvvisi fermenti culturali che esplodono in una miriade di event. Quando questo si unisce al proprio percorso individuale in un momento di profonda transizione, di trasformazione in qualcosa di altro, ci pare di trascinare insieme a noi ogni singola pietra di cui ci siamo nutriti insieme ai volti che ci hanno accolto per la prima volta nel consorzio umano, mentre congeliamo in vecchie cartoline tutto ciò che è stato, che eravamo, che non è più. Il centro è delocalizzato, frammentato, interscambiabile. E' la rivincita (o la terribile sconfitta omologante?) delle periferie. Nei citati fermenti, quanto ci sia di davvero rilevante è difficile dirlo ora. Forse nulla, forse tutto si regge su pilastri precari, di una precarietà disarmante. Ma qualcosa accade e Viterbo è sempre più centro e sempre meno viterbo. L'atmosfera è quella della surrealtà."Quello che c'era adesso non c'è"; era il 5 Aprile, un Giovanni Lindo Ferretti ormai reduce di un percorso che ci viene da lui narrato come all'arrivo, nelle braccia di Dio, alle porte di Vetralla. Dove in superficie i muri non sono ancora stati abbattuti e si trascina una stanca parodia di Peppone e Don Camillo, dove il punk giunse giusto ieri come evanescente sogno d'evasione dalle gabbie di uno squallido terziario, innestato brutalmente sulle gloriose miserie della civiltà contadina. Eccolo là uno dei miei pilastri, quasi uno scheletro nell'aspetto, o un santo sofferente che focalizza l'intera attenzione di un pubblico radical-chic ai Cantieri Musicali, che hanno capito che puntare su certa musica di qualità ha davvero un potenziale mercato in questa terra vergine. Non mi meraviglia tanto vederlo, quanto trovarlo a casa mia; quasi resto deluso anzi, come se fosse stata abbattuta una magica barriera che racchiudeva ed isolava il mio ingenuo mondo d'infanzia, la cui grazia solo ora può essere goduta,o forse mi dispiace di non essere stato io stesso l'artefice di tale distruzione/ricostruzione, come se qualcun altro mi avesse privato di questo diritto che io possedevo sull'intera collettività del mio universo. Il reduce salmodia, recita, si mette a nudo con cattedrali di parole dialogando con una groovebox umana, un violino ed un organetto. Tutto molto uniforme, tutto molto intimo, tutto cinto da un'aura sacrale. Sembra un cerimonia del Passaggio condotta da chi ha già vissuto e celebrato qualcosa di simile, magari anche più volte. Molti lo disconoscono ma alla fine tutti lo riconoscono. Chi l'abbia veramente capito, se io l'abbia veramente capito e se ci sia qualcosa da capire, a volte mi sembra difficile dirlo. Ma poiché succedono le età, questa terra per me, lentamente, non sarà più la stessa.
Venerdì 25 Aprile, festa della Liberazione in una nazione che non si è mai riconosciuta come tale. Ancora lì, stavolta l'evento è Federico Fiumani con dei presunto Diaframma. In realtà al basso c'è Andrea Ra e la batteria pesta parecchio. Di New Wave forse c'è solo la Telecaster e la voce di Fiumani, con il suo taglio di capelli che lo accomuna a Paolo Benvegnu ed all'alternativame vario che ha fatto la storia dell'undeground italiano per decenni. La provncia in questa serata sembra riacquistare una sua idenittà ma è più ampia, nazionale in una nazione che appunto, nel bene o nel male o chissenefrega, non c'è. Non si capisce un cazzo perché il posto non sembra fatto per questo tipo di cose. Ma va bene così, il mercato sarà pure in crisi ma in questo caso dei Cantieri Musicali sembra davvero avere un senso. Quindi grazie infinite per questo bieco capitalismo del live di qualità che ci tira fuori da queste miserabili pastoie di ignoranza e marginalità periferica. Mi sento quasi nella Firenze degli anni '80, tanto è esaltante quanto potrebbe esserlo la disillusione che mi aspetto. Ma è tempo di festeggiare perché stiamo crescendo e siamo di un passo più vicini ai nostri idoli.
Ancora, il giorno dopo, ci si rende conto che l'ARCI ormai organizza per davvero spettacoli sempre più grossi. Offlaga Disco Pax all'Officina Belushi, appena uscita da un duro colpo, un furto della strumentazione, quasi che qualcuno spaventato abbia deciso di passare all'azione in una sorta di rivolta luddista contro tanta profferta culturale. Ancora una volta il respiro provinciale è quello più ampio, bello, italiano. E gli Offlaga Disco Pax sanno essere tanto originalmente se stessi come forse quasi neanche i CCCP, dal cui stesso retroterra derivano, se non da loro stessi in buona parte anche se aggiornati nei suoni ai 2000. La narratività è protagonista indiscussa, toccante, acuta , ideologia a bassa fedeltà e sguardo distaccato ed analitico sulla quotidianità, il pubblico no nmanca, quasi sembra un miracolo, un risveglio. Mi ricordo quando eravamo noi quelli in cerca di un centro del mondo del tutto ipotetico e, oltre quel campetto di calcio e poche droghe leggere, nno avevamo neanche un immaginario utopico a cui aggrapparci. Gli Offlaga Disco pax sono piacevoli da ascoltare e da vedere, comunque tanto espressivi nelle loro pose quanto restano quieti e quasi immobili. Un piccolo fuori programma, uno scatto di furia repentina ed inattesa di Max Collini (voce) contro un qualche ubriacone che continua ad insultare il gruppo da sotto il palco, rende più movimentata la serata che è già abbastanza carica. Non rovina però questa energia che è positiva, anzi il gruppo ne esce con dignità ancora maggiore. Alla fine riesco persino ad accaparrarmi la mia barretta di wafer Tatranky, non potevo chiedere di meglio. E' andata di lusso quasi a tutto. Faccio i miei complimenti a Daniele Carretti (chitarra, basso, piano), mi guardo intorno: mi appare un'immagine come di un documentario di storia dell'undergournd italiano trascorso sotto i miei occhi. In verità sono molto confuso, ma tutto questo mi esalta. Esco di fuori dal locale, ancora i soliti ubriaconi ma isolati tra più facce sorridenti rispetto al solito. Persino le "indie public relations" acquistano un significato che sa di qualcosa di valore. Aprile è freddo tra gli ulivi, che hanno imparato a conoscere rastrelli in bachelite.
08/04/2008
MArteLive: lo Spettacolo Totale finalmente anche a Viterbo
Ad ulteriore conferma che la nostra provincia sta attraversando un periodo di un certo risveglio culturale, che può essere notato prima di tutto nella quantità e qualità delle proposte musicali e nel fiorire di molteplici progetti artistici, anche a Viterbo approda il MArteLive, lo "spettacolo totale". Nato a Roma 7 anni fa, MArteLive ha offerto visibilità ad innumerevoli artisti emergenti in ogni campo ed ha proposto al pubblico, concentrata nell'unicum spazio-temporale di ogni serata, un'esperienza sensoriale multiforme ed inedita, sicuramente inebriante come una grande ubriacatura di colori, luci, suoni, parole, a cui hanno partecipato anche personaggi affermati (Serena Dandini, Neri Marcorè, Tre Allegri Ragazzi Morti, Mauro Pagani, Simone Cristicchi, Andrea Ra, Il Parto delle Nuvole Pesanti, Folkabbestia, Nidi D'arac, Radici nel Cemento, Davide Van De Sfroos, Badara e la Penac, Luca Di Risio, Tinturia, Bisca, Epo, Tribù Acustica, per citarne solo alcuni...). Ma cos'è esattamente il MArteLive e quale forma prenderà a Viterbo in questa sua prima edizione? Abbiamo chiesto all'organizzatore, (Flavio Martines), di spiegarcelo in quattro domande:
1) Che cos'è MArteLive?
MArteLive è ormai un evento culturale che si sta affermando a livello nazionale. L'idea è quella di far esibire live, nella stessa serata, artisti emergenti di ogni natura in sinergia fra loro per uno SPETTACOLO TOTALE!
A questo scopo sono state create negli anni (e sono in aumento) 15 sezioni artistiche in cui i vari artisti che lo vogliano possono iscriversi con il solo obbligo di possedere la MArteLive card (che offre numerosi vantaggi e sconti a suoi possessori) e fare arte originale. Per ogni sezione gli artisti vengono selezionati live con dei progetti appositi (quello per la musica si chiama "Un Palco per Tutti") e i finalisti di ogni sezione partecipano allo spettacolo totale del MArtelive.
2) Com'è nata l'idea di portarlo a Viterbo?
MArteLive è un format aperto a tutte le contaminazioni e le collaborazioni. L'idea di portarlo a Viterbo è nata quasi per caso quando il sottoscritto, avendo finito un corso di formazione proprio a cura del MArteLive, ha avuto la possibilità (datagli dall'ideatore Giuseppe Casa) di portare e organizzare l'evento nella città, prima con le selezioni di "un Palco per Tutti" e in futuro, speriamo, con l'intero spettacolo del MArteLive.
3) Quali istituzioni locali parteciperanno e dove si svolgeranno le serate?
Per portare l'evento nella nostra città mi sono rivolto subito a due delle realtà viterbesi più forti e attive culturalmente parlando: L'Officina Belushi e la Staff Music School, le quali hanno entrambe aderito subito entusiasticamente al progetto, avendone colto il potenziale artistico.
Successivamente sono andato a cercare nei punti nevralgici della città delle convenzioni che dessero un senso al possesso della MArteLive card (obbligatoria x gli iscritti al concorso..) ottenendo così il convenzionamento e gli sconti dei locali che sono riportati sul profilo www.myspace.com/marteliveviterbo (per esempio: Porter Pub, Music Shop, More Fire Skate Shop, Eden Cafè, ecc..)
Le serate di selezione per quest' anno si svolgeranno esclusivamente all'Officina Belushi fino al 16 maggio (ultima serata). Sarà possibile ritirare le cards presso la Staff Music School (in giorni e orari che pubblico di volta in volta sul sopra citato profilo) e durante le serate stesse all'Officina Belushi.
Per il prossimo anno si troveranno sicuramente altre convenzioni e verosimilmente altri locali dove fare le selezioni, magari per le altre sezioni artistiche.
4) Cosa può offrire MArteLive ai giovani artisti emergenti?
MArteLive ha moltissimo da offrire agli artisti.
Ad ogni modo, che siate creativi o puri contemplatori, non vi resta che partecipare.
La prima serata di selezioni si svolgerà venerdì 11 Aprile all'Officina Belushi, inizio ore 21:30, ingresso gratuito. Parteciperanno: Reset, Arvenhum, Anomala Vitis, Repsel, Crisedelia.
Per info e contatti:
http://www. myspace. com/marteliveviterbo
http://www. martelive. it
24/03/2008
Metamusic Fest
15/03/2008
NUUMAK @ Rebel Angels Tour 2008
NUUMAK in Tour in Polonia a Maggio!Queste le date:
"Rebel Angels Tour 2008 - HATE, TRAUMA, CRIONICS, DEVILISH IMPRESSIONS, NAUMACHIA, NUUMAK (IT)
09.05.08 Łódź @ Dekompresja
10.05.08 Warszawa @ Progresja
11.05.08 Białystok @ Gwint
12.05.08 Lublin @ Graffiti
13.05.08 Rzeszów @ Pod Palmą
14.05.08 Kraków @ Krzysztofory
15.05.08 Wrocław @ Madness
16.05.08 Poznań @ U Bazyla
17.05.08 Bydgoszcz @ Estrada
08/03/2008
INTERVISTA AI DEEP IMPACT
INTERVISTA AI DEEP IMPACTdi Marco Niccolai (http://www.myspace.com/marcosinestesia)
Il musicista rock del mese di marzo è Yuri "Yorci" Posti, batterista dei Deep Impact. Yuri è un giovane rocker in erba e un mio compaesano. Sono stato profondamente colpito da questa band per il coraggio, l'entusiasmo, la voglia di fare, e soprattutto per il fatto che anche se sono insieme da poco hanno iniziato sin da subito a scrivere e suonare pezzi propri. Buona lettura.
-A che età è avvenuto il tuo approccio con la musica? Perchè hai deciso di suonare la batteria?
Il mio approccio con la musica credo di averlo avuto sin da piccolo visto che secondo me la musica o ce l'hai dentro o è inutile tentare di impararla o ascoltarla...per quanto riguarda la scelta dello strumento, bèh, la batteria è uno strumento che all'apparenza può sembrare facile da gestire ed imparare se lo si guarda dal punto di vista oggettivo, in realtà è uno strumento complesso quanto la chitarra o il basso e chi è musicista lo sa benissimo, ma tornando a noi, l'ho scelto perchè si adatta bene al mio carattere , è uno strumento forte, potente, che ti permette di scaricare la tensione, il nervosismo...e ciò di cui ho bisogno per rendere al meglio la mia vita musicale...ti permette di spaziare nei vari generi musicali, ed è uno strmento importante, uno dei pilastri di una band, quello che coordina tutto e tutti dal mio punto di vista.
-Sei autodidatta o hai seguito delle lezioni?
All'inizio avevo pensato di iniziare un corso da autodidatta con volumi e volumi di corsi musicali, ma riflettendoci bene ho scelto di seguire un corso privato che tutt'ora frequento presso la "D.Chiti" di Manciano (Gr).
-Oltre a suonare la batteria sai suonare un altro strumento?
Suono solo batteria, anche se ho suonato per un anno chitarra, ma non mi sono pentito di abbandonarla visto che non faceva per me. Sono fiero dello strumento che suono e che suonerò in futuro.
-Con la tua band partecipi attivamente alla realizzazione delle musiche e degli arrangiamenti?
Certamente, siamo un gruppo unito, quello è l'importante quindi ci mettiamo tutti in gioco nella realizzazione di neuove song, basi e arrangiamenti restando in sala prove fino a tardi per correggere errori , attacchi, distorsioni varie.
-C'è una vostra canzone alla quale sei più legato e perchè?
Bella domanda...sono legato a tutte perchè sono nostre ma credo che in particolar modo quella a cui sono più legato sia "Stay Rude Boy", perchè rispecchia al 100% la vita di tutti i giorni di noi ragazzi di Manciano (in special modo), e inoltre se suonata come si deve è un mix di sound e di parlato che a me personalmente piace tantissimo.
-Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare musica?
Un consiglio per chi vuole fare musica...essere davvero convinti di quello che si sta per intraprendere, non pentirsi in futuro, avere tanta passione e forza di volontà e crearsi un gruppo per riuscire a capire cosa vuole dire davvero fare musica e dare la musica agli altri.
-Si può vivere di musica in Italia?
Credo che la musica sia uno dei tanti mestieri che ci sono in Italia, comunque credo che non si possa vivere di sola musica in Italia o forse si, se non esistesse nulla. Solo una radio che trasmette musica di tanti gruppi che danno l'anima per farsi conoscere, allora si che forse potremmo vivere di sola musica. Ciò varia da persona a persona, un individuo che crede e ama la musica vivrebbe solo di quello e se gli viene tolta la musica si spegnerebbe in se stesso.
-Cosa nè pensi dell'attuale scena musicale italiana?
La scena musicale italiana è tanto varia quanto restrittiva, sinceramente credo di questi tempi la gente segue la tendenza della musiche estere lasciando in disparte la musica italiana creando un vuoto, anche se in Italia ci sono grandi gruppi e cantautori di tutto rispetto che ricoprono ruoli importanti nei vari generi musicali.
-Cosa nè pensi della scena musicale del nostro territorio. C'è qualche band che ti ha colpito particolarmente e perchè?
La scena musicale del nostro territorio è una fonte di musica grandissima che aspetta di essere conosciuta dalla popolazione. Per quanto riguarda una band che mi ha colpito particolarmente ancora non l'ho incontrata. Nutro un grandissimo rispetto per le bands che conosco, ma per ora rimango sulla mia strada...ognuno per la sua strada senza farsi influenzare.
-Secondo te cosa è cambiato nella musica dagli anni 60' ad oggi?
Non dico tutto, ma moltissime cose sono cambiate dagli anni 60' ad oggi. Prima era tutt'altra cosa la musica, prima si scriveva musica e si faceva musica per la gioia di se stessi di far divertire e divertirsi. Adesso è diventato più un businness che ha peggiorato molto le cose, anche se lo scopo della musica è lo stesso di quello di 50 anni fa...in definitiva la differenza tra gli anni 60' e 00' sta proprio nei piccoli particolari che rendono una musica viva e bella.
-Che rapporto hanno i tuoi familiari con la tua
professione/passione?
La mia famiglia è contentissima di quello che faccio, perchè lo faccio per un mio futuro. Me lo lasciano fare ed è questa la cosa importante
-Esegui dei riti ben precisi prima di salire sul palco?
Ho due riti benprecisi prima di salire sul palco. Faccio un po di allenamento con le bacchette per sciogliermi bene e poi fumo una sigaretta con il resto del gruppo per un breve brefing e per tranquillizzarsi un po.
-Quali sono le cose che eviti di fare prima di salire sul palco?
Le cose che cerco di evitare prima di salire sul palco sono: demoralizzarsi, farsi prendere dal panico e bere alcolici.
-Qual'è stata l'esperienza più bella della tua carriera?
Non ci sono tante cose da raccontare visto che il primo concerto è stato poco tempo fa, comunque il primo concerto con il tuo gruppo non si dimetica mai.
-Quella più divertente?
Le prove sono la parte più divertente dove si ride, si scherza e si lavora sodo per preparare la scaletta succesiva ed essere al top.
-E quella da dimenticare?
Da dimenticare non credo che ce ne siano, forse da scartare ci sono le giornate NO dove ti va tutto storto alle prove.
-E' cosa risaputa che i musicisti sono tutti delle buone
forchette e ottimi bevitori. Che rapporto hai con il bere ed il mangiare?
Tutto vero, gioie e dolori...ho un buon rapporto sia con il cibo sia con le bevande, soprattutto con le bevande, ma tutto nei limiti del possibile naturalmente.
-Quali sono i tre batteristi che più ti hanno influenzato e perchè.
Batteristi non ce li ho, ce l'ho uno ed uno rimarrà per sempre "Keith Moon" batterista degli Who che mi ha colpito pre la grande vivacità, simpatia e bravura con cui interpretava i pezzi nei concerti.
-Quali sono i tre batteristi dai quali ti sei ben guardato dall'imparare qualcosa e perchè.
I batteristi dai quali mi son ben guardato sono parecchi ma tre in particolare, e sono: Il batterista di Avril lavigne, quello dei Green Day e quello dei Tokio Hotel, se ce l'hanno...e forse mi dovrei guardare anche da me stesso a volte.
-Descrivi il tuo set. Che batteria utilizzi attualmente?
La batteria che utilizzo attualmente è una basix custom serie color rosso mogano, set standard composto da 5 pezzi: rullante, tom1, tom2, timpano e cassa tutti accompagnati da pelli remo pinstripe e ambassador per il rullante. Set di piazzi Zildjian z4; meccaniche e aste sono originali tranne due aste aggiuntive proel.
-Che caratteristiche deve avere il batterista di una rock band?
Inventiva, velocità, arrangiamento e coordinazione.
-Cosa si devono aspettare da voi le persone che vengono ai vostri concerti?
Le persone che vengono ai nostri concerti si devono aspettare un gruppo che faccia colpo sul pubblico, per l'impegno che ci mette e non tanto per la buona musica e infallibilità nel suonare.
-C'è qualcosa in campo artistico che avresti voluto fare, ma che ancora non sei riuscito realizzare?
Suonare assieme agli Statuto.
-Quali sono i tuoi progetti futuri?
Credo che se un giorno riuscirò in qesto campo aprirò un negozio di strumenti musicali.
-Cosa nè pensi di questa intervista?
Interessante, speriamo che non abbia scritto cavolate.
Per contattare Yuri, e per sapere di più sulla musica dei DEEP IMPACT: www.myspace.com/deepimpactmod79

