20/04/2007
Nascita di SUPPORTO HARDCORE,TRUE HC FEST e "PUNK IN YOUR FACE" del 14/04/07 Officina Belushi
Rabbia e furia hardcore.Chi sia stato sabato scorso all'Officina Belushi ha potuto avere un saggio di come Viterbo sia un terreno fertile già da molto tempo per questi movimenti(forse per un'inevitabile reazione allo stato generale delle cose?).I Neutrons in apertura (intervistati su questo numero di SubTerra) hanno offerto una loro divertente ed apprezzata performance composta da una miscela di punk/melodia,ma è solo uno spensierato ed allegro preludio prima che Razzaparte e Tear Me Down scatenassero il loro pubblico di fedelissimi in una poga selvaggia sotto il palco ed in una serie di stage diving che hanno lasciato stupiti,quasi come se li si fosse messi di fronte una candid camera a cui non sapessero come reagire,coloro che erano capitati là per caso senza nemmeno immaginare cosa fosse una vera serata Oi!/Punk.Rudi e partigiani i primi,ancora più pieni di militante rancore e ruvidi i secondi.Quasi una sfumatura di romantico Sublime da provare anche per chi resta in disparte,distaccato ed al sicuro ad osservare la tempesta.I Razzaparte tra l'altro hanno presentato il loro ultimo cd,"Il Drago ed il Leone".
Che l'Oi! e l'Hardocre militante sia una realtà ben forte e radicata da tempo sul territorio
non lo dimostrano solo band "storiche" come queste,ma anche le nuove iniziative che stanno sorgendo portate avanti da giovani correnti che sgorgano dall'inesauribile fonte del DIY "Do It Yourself".Proprio la neonata Distribuzione "Supporto HC" organizzerà per il 21 Aprile un'altra serata consacrata alle più recenti punk/ band indie-gene(True hardcore Festival) ,che vedrà la presenza di numerose altre formazioni provenienti da tutta Italia.
Visto che siamo nel discorso,lasciamo la parola alla stessa supporto HC per presentare quelle che sono le loro finalità principali:
Nasce “Supporto Hc”.
La Supporto Hardcore è una distro nata con l’intento di dare più voce alla scena hc underground. All’interno della nostra piccola distribuzione indipendente non vengono fatte distinzioni di provenienza delle band, si cerca solo di pubblicizzare il più possibile i lavori di gruppi che, fuori dai grandi mercati, vogliono divulgare la loro musica e i loro messaggi nel puro spirito della DIY (Do It Yourslef: attitudine musicale ad autoprodursi e a fare di se stessi i primi distributori dei propri cd).
Non bisognerebbe dare troppo credito alle parole di produttori e discografici che, con vaghe promesse, cercano solo di spillare soldi senza veri interessi musicali; il mondo della musica è pieno di personaggi di questo tipo e abbiamo quindi ritenuto necessario rimboccarci le maniche. Vogliamo valorizzare gruppi che danno tutti loro stessi con passione, sperando di far ricevere ai loro lavori più spazio e notorietà all’interno della scena.
Questo è il nostro intento, nulla più.
Per aiutarci dai un’occhiata su internet all’elenco del nostro materiale disponibile e se ti interessa qualcosa contattaci sul nostro myspace (www.myspace.com/supportohc).
Ovviamente, il nostro genere prediletto è il punk hardcore ,ma tali iniziative sono presenti anche in altri generi e non dovrebbero mai cessare di esistere."
13/04/2007
The Neutrons
-NEUTRONS-
“We got The Neutron Bomb!”
I neutroni sono quelle particelle subatomiche prive di carica che compongono l’atomo ma, nonostante ciò, i Neutrons non sono né privi di carica né una squadra di baseball di qualche Springfield nuclearizzata persa nella provincia americana.Il nucleo dei Neutroni infatti nasce a Roma ad opera di Elisa (chitarra/voce) e Silvia (aka Sid o Mela,chitarra/voce) , ques’ultima però d’estrazione viterbese , accompagnate da Carlo (batteria) e Stevo ( basso, sostituito ora da Iodo ) . Come altre figure della Tuscia
(pensiamo agli elementi viterbesi di Poppy’s Portrait , Vanilla Sky , Modié e alle collaborazioni dei Kailash) Mela è “emigrata” nell’Urbe per fondare un progetto capace a volte di creare un “ponte” di proficuo dialogo comunicativo tra l’underground nostrano e le scene di altre città.
I Neutrons suonano punk, senza troppi fronzoli, ma quel tipo di punk-rock che vi assedia terroristicamente il cervello dopo anche un solo ascolto. Per questo vi conquisteranno. Bastano i tre minuti di “Turn me On” , in apertura del loro primo demo ( registrato nell’ Aprile 2006 all’ Hombrelobo Studio di Roma), a mostrare di cosa stiamo parlando : quattro potenti power chords , batterie pestone , bassi dritti e “cordosi” e melodicissime voci e cori al femminile per composizioni semplici e terribilmente catchy. “Everyone” , subito dopo , prosegue sulla stessa linea , altro incalzante ed incisivo power-pop , seguita dalla divertente “Neon” intessuta di un particolare suono di synth suonato da Reeks ( Nohaybandatrio, Inferno ) per finire con “Shake” , ballabile episodio punk’n‘roll dai cori e dalle tastiere ( featuring Simone degli Evangeline ) decisamente surf/beat 60’s.
Melodie easy e potenza punk girlish-style : solo quattro pezzi per questa prima ma già ma tura prova ( basti dare un occhiata al loro “curriculum” di date ) , però i Neutroni sono già in cerca di una label e , forse evocando gli Weirdos , ammoniscono : attenti alla bomba N !!!!!!
1)Raccontateci brevemente il background musicale dei Neutrons
Mela: personalmente ho avuto diverse esperienze fallimentari e poi ho incontrato una r omana del nord, un calabrese e un greco che m’hanno cambiato la vita. Parallelamente ho un progetto solista molto lento e macchinoso.
Elisa: dunque il cammino dei Neutrons è stato lungo e tortuoso. Diciamo che dal Gennaio 2006 i Neutrons hanno cominciato a darsi da fare in maniera un po' più seria. Durante il 2006 abbiamo suonato con diverse band italiane e americane e abbiamo cominciato a girare un po' l'Italia e a partecipare a diversi festival. Nel febbraio 2007 però ci siamo assestati in maniera definitiva con l'ent rata di Iodo al basso. Tutti i membri dei Neutrons hanno avuto esperienze musicali precedenti o sono attivi tutt'ora in altre band. Iodo suonava nei Nap Kidnappers, Carlo suona nei Searching For ed io ho avuto mille altri gruppi e attualmente sto per intraprendere un piccolo progetto acustico.
Carlo: una volta ero il "batterista di una band di metallo pesante" di cui parla jovanotti in “Serenata rap” . Col tempo, i continui insuccessi con le donne mi hanno portato dove sono adesso.
2)Personalmente il vostro punk mi ricorda band come Muffs, Elastica, Breeders ma anche i Ramones.Canzoni molto semplici, potenti, dirette e divertenti all'ascolto. Siete legati a qualche band o definizione in particolare oppure vi sentite liberi da certe categorizzazioni?
Mela: per anni ho studiato che alla gente rimane più semplice apprezzare cose che già conosce , quindi per essere alla moda oggi ho deciso che i Neutrons sono Indie, perché al momento l’Indie è sinonimo di prodotto qualificato, giovane e fuori dagli schemi.
Elisa: io mi sono comprata i pantaloni stretti apposta.
Carlo: tutte le mattine quando mi sveglio mi guardo allo specchio sperando di essermi tramutato durante la notte in Dave Grohl. Ma finora niente.
3)Musiche ora spensierate, ora più energiche in taglienti fendenti punk-rock , ma sempre senza abbandonare una incisiva melodia e struttura pop. Quali sono per i Neutrons i principali obiettivi che deve raggiungere una composizione?

Mela: vorrei essere come “ V per Vendetta “ per elencare tutti gli ingredienti
utilizzando parole che hanno la stessa iniziale ma ,
siccome non lo sono, dirò una parola sola, la prerogativa assoluta e imprescindibile: Indie.
Elisa: la nostra musica è un po' come noi... un rivestimento dolce e melodico e un animo tamarro da rude camionista.
Carlo: la nostra musica è un po' come noi... un rivestimento tamarro da rude camionista e un animo dolce e melodico.
4)Qual'è il contributo dei singoli membri in fase creativa?
Mela: uno di noi porta in sala un pezzo e gli altri dicono la loro rielaborandolo e arricchendolo.
Carlo: personalmente partecipo più spesso alla fase cretina.
5)Cosa ci si può aspettare da uno show dei Neutrons?
Mela: il pubblico è rigorosamente “casaccius”, voglio dire, possiamo piacere davvero a chiunque senza limiti di sorta. Abbiamo suonato con band molto differenti tra loro e molto differenti da noi, senza pregiudizi. La cosa importante è che chi viene a guardarci poi non deve poterne più fare a meno. Per quanto riguarda l’estetica, spesso proviamo a metterci d’accordo su com e vestirci con risultati che non superano mai il “buffo” il “farsesco” “l’auto ironia”.
Elisa: l'atmosfera che noi cerchiamo di creare ai nostri concerti è più o meno quella d i un a festa delle medie. Puro divertimento preadolescenziale. Ci piacerebbe occuparci di più dell a nostra estetica ma abbiamo una missione ben più importante: diventare il gruppo indie peg gio ves tito del 2007.
Carlo: non ci piace fare a spallate per dimostrare di essere i più fichi/giovani/alla moda/tipi-giusti di tutti, preferiamo essere reputati divertenti. E scriviamo pure i nomi dei presenti sui bicchieri di plastica.
6)Sul vostro demo compaiono collaborazioni con nomi ben noti dell'indie romano. Quali sono gli ambienti in cui si muovono i Neutrons?
Elisa: i Neutrons si muovono goffamente in qualsiasi ambiente...eppure proprio in questo modo i nostri concerti diventano dei punti di convergenza tra le diverse scene romane. Fondamentalmente sappiamo farci voler bene e così tanti dei nostri amici più cari (come Marco dei Real Swinger, Valerio dei Physique du role e Inferno, Simone degli Evangeline e Fabio Recchia) compaiono nel nostro demo.
7)Le indie bands viterbesi gravitano intorno ad ambienti di altre città oppure pensate che esista una vera e propria scena locale?
Mela: Viterbo ha una scena molto forte e radicata, ma soprattutto è una scena molto va sta. Non ci sono distinzioni tra punk, metal, hip pop ecc.. è tutta una scena, quella underground. Questo rende le cose più interessanti e le contaminazioni più semplici. Certo non è facile uscire dalla realtà di provincia, ma molti ne sono usciti o ne stanno uscendo con contratti di etichette anche molto in vista, per alcuni si parla anche di major. Personalmente credo molto nella realtà alla quale appartengo, qui tutto è sudato e pieno di significato. Un bacione alla VTXHC.
8)Vedete novità positive od opportunità di crescita per la musica inedita ed indipendete nella Tuscia?C'è qualche gruppo che giudicate particolarmente interessante?
Mela: i Winter Beach Disco, attualmente sono il mio gruppo preferito, ma sono molti gli artisti che vale la pena di andare ad ascoltare. Inoltre molti viterbesi sono “emigrati” verso altre città formando altri gruppi, un po’ come è successo a me. La cosa più bella è tornare a casa e vedere che le cose piano piano cambiano, ci sono posti per gli show, ci sono sale prove e gente nuova più interessata alla musica che a Tiziano Ferro.
9)Pensate che esista una sorta di anglo-balizzazione anche nella musica?
Mela: Certo... quest'anno per l'appunto abbiam deciso di essere indie.
Carlo: sarebbe bello se la cosa fosse biunivoca. Penso che una canzone come "Esatto" di Francesco Salvi farebbe furore nell'estremo oriente.
Iodo: Credo che la maggior parte dei gruppi scelga di cantare in inglese per una questione di musicalità e di maggiore adattabilità delle parole inglesi rispetto a quelle italiane , ed in più una scelta del genere non limita, quantomeno le ambizioni, di poter sconfinare fuori dall'Italia!
10)Quali sono i vostri canali di distribuzione/promozione preferiti?
Mela: al momento cerchiamo una distribuzione, qualunque essa sia. E’ ovvio che non siamo di quelli che schifano le major. Ci piacerebbe vivere di musica, non tanto per essere al centro dell’attenzione o per fama o soldi, ma più che altro perché la vita da “rock-star” è una delle prospettive più esaltanti che potrei avere nel mio cassetto (insieme ai sogni, chissà poi perché si tengono sempre lì?)
Elisa: per ora ci affidiamo al DIY e al passaparola. Stiamo facendo girare un po' il nostro demo e cerchiamo di autopromuoverci con i nostri concerti... devo dire che fino ad ora abbiamo avuto un buon feed-back.
11)A quando per un full-lenght?
Speriamo di registrarlo durante l’estate e di trovare un’etichetta che lo faccia uscire il prossimo autunno. Le nostre prossime date potete trovarle su www.myspace.com/neutrons (pagina da cui è anche possibile sentire e scaricare un paio di canzoni). A breve finiremo di girare il nostro primo video, quindi non allontanatevi troppo perchè ci sarà da divertirsi!
Contatti:
www.myspace.com/neutrons
theneutrons@virgilio.it
11/04/2007
CocoRosie
Sorelle/guerriere dell’arcobaleno
Tra le magie del Circolo degli Artisti e le avventure insieme a bianchi cavalli-fantasma abitanti di un limbo obliquo, ecco cosa abbiamo sinesteticamente udito con gli occhi.
06/04/07. “This is our first show in a while”. Si mostra forse un po’ intimidita pronunciando queste parole ,ma sorridente,Sierra Casady, l’altra delle due sorelle. Le CocoRosie hanno scelto Roma ed il Circolo degli Artisti come sede per il primo concerto della tourneé di “The Adventures of GhostHorse and Stillborn”, il terzo disco dopo Noah’s Ark in uscita in questi giorni per la statunitense “Touch ‘n’Go” . Anime raminghe, visionarie, pagane e spirituali, difficilmente definibili, le sorelle Casady ( la già citata Sierra e Bianca, Coco e Rosie secondo i loro nomignoli d’infanzia) sono artisticamente ed umanamente intime a quel giro artistico newyorkese che comprende figure quali Antony and the Johnsons e Devndra Banhart. Movimento che è stato affiancato dalla stampa al “New Weird America” ( corrente neo-folk psichedelica di “outsiders” dei 2000’s), comprende un fluire e rimescolarsi in qualcosa di assolutamente nuovo di folk americano stile 60’s, hip-hop , cultura freak , classicismo formale , sperimentazione , romantica sensibilità europea ed un’attitudine poetica e lirica che fanno pensare ad una sorta di sofferto umanesimo. Le CocoRosie racchiudono molto di tutto questo. Al circolo degli Artisti si sono presentate in una formazione a cinque: le sorelle alternandosi nel loro tipico dualismo vocale hip/hop bambinesco( il particolarissimo timbro di Bianca) ed operistico ( la voce di soprano di Sierra) , tra arpe,flauti e giocattoli cigolanti, insieme alla formidabile groovebox umana del francese Tez (http://www.myspace.com/tezshimer) , pianoforte e basso. Si potrebbe sfidare chiunque a riconoscere tra le percussioni di “The Adventures of GhostHorse and StillBorn” una ricca base ritmica prodotta da un’unica voce umana, e non da una macchina! Così è stato anche per il concerto ( Tez tra l’altro ha offerto una sua applauditissima performance jungle in apertura), mentre le CocoRosie hanno presentato al pubblico romano essenzialmente il repertorio del loro ultimo lavoro. Numerosi i momenti dalle cadenze hip hop interpretati da Bianca, a volte interrotti dai riflessivi e magici intermezzi lirici di Sierra (“Rainbowarriors”,”Houses” in apertura ). Il lirismo si nutre del forte contrasto, anche “culturale”, tra le due voci, mentre l’architettura sonora si delinea in ballate chiaroscurali, mosaici cristallini di arpe , pianoforti , bassi felpati , chiari fiati e movimenti indefiniti di giocattoli piagnucolanti , recitativi androgini e fanciulleschi, vecchi carillon ,campanelli e strani ruggionosi aggeggi che filtrano le voci. Il tutto assume una patina ocra che sa di ricordo, di infanzia , degli oggetti densi di significato del nostro passato riscoperti in chissà quale angolo di oblio. Questa è la magia delle sorelle Casady che sanno coinvolgere , zittire e trascinare con sé il pubblico del Circolo stipato all’inverosimile. Il ritmo del disco è complessivamente lento , così come quello del concerto che mostra anche elementi ancora da rodare , ma alcuni momenti di filastrocche dondolanti ne accelerano la cadenza così come l’efficace musicalità delle parole scelte da Bianca(Japan, Werewolf, Animals) ed anche in mezzo alla puzza e al sudore che farebbero rimpiangere persino i vagoni della metro a Termini viene voglia di ballare. Ed ancora ninne nanne lunari che rapiscono l’anima nei nebulosi solismi di Sierra ( Black Poppies , Bloody Turns e la più dolce Sunshine), accenni di scrtach vocali e vago
minimalismo folk/sintetico ( Promise ). La formula CocoRosie ha il potere di placare ed inquietare l’animo allo stesso tempo. Compaiono apparenti fughe “flower power” in un mondo di ingenua gentilezza naif e comunione mistica con la natura ( “I always knew I would spend a lot of time alone/no one would understand me/maybe I should go and live amongst the animals”-Animals; ”We are Rainbowarriors/evil come not near/rainbow awaits us/with hearts of love and tears”-Rainbowarriors ) , sottolineate dall’iconografia fatta di immagini di animali fantastici e continui richiami agli indiani d’America (anche a causa delle origini Cherokee di Bianca e Sierra). Ma subito dopo lo spazio si fa oscuro e vagamente spettrale anche se dolce ( “ in summer shade of moony light/hazy veils of clouds loom low/like warm kittens close to the earth/underground bodies stir with no sound”-Black Poppies) , denso di malinconia o anche vera e propria evocazione carica di risentimento ( “I dont’ mean to close the door/but for the record my heart is sore/you blew through me like bullet holes”-Werefolf). Quest’ultima tendenza è particolarmente percepibile sul disco, più sottilmente inquietante e misterioso nelle atmosfere che nel live.Quella che viene mediata è un’esperienza umana ricca e fortemente sentita, contenuta in un involucro formale che ci si presenta come un vago sogno di cui riusciamo a riconoscere alcuni singoli elementi, ma che resta avvolto in una visione d’insieme sconosciuta alla coscienza, ondivaga, sicuramente affascinante.
Benché gli ingredienti rimangano sostanzialmente i medesimi di Noah’s Ark , il pubblico romano dimostra di adorare davvero queste ragazze seguendo ogni movimento umorale della musica ed esplodendo in ovazioni al profilarsi di canzoni degli episodi passati ( come “By your side” e la richiesta e prontamente eseguita “Terribile Angels” ). Mentre Sierra appare via via sempre più in empatia con la gente giostrandosi tra l’arpa, la chitarra ed il sintetizzatore , Bianca si mostra meno espansiva , nascondendosi tra i ninnoli e le cincaglierie giocattolose che grazie a lei levano un canto bislacco e solo apparentemente disordinato. Nel locale non c’è più nemmeno un interstizio per respirare, ma ogni singola nota sembra ridare fiato all’aria soffocata. Gli altri strumentsti rimangono in penombra ma costantemente presenti , sotto lo schermo che proietta cartoni animati tra cui sembra di scorgere “Mio Mini Pony” , fino al finale che vede tornare tutti sul palco a grande richiesta per altri due apprezzatissimi brani.
Le CocoRosie rappresentano un fenomeno complesso, penetrabile gradualmente a strati, forse anche una sorta di nuovo genere che ha appena definito le sue coordinate insieme agli amici/collaboratori( Antony, presente nell’ultimo lavoro in Miracle e Devndra Banhart , autore di Hosues ). Forse anche per questa contemporaneità di prospettiva, un incontro con il loro mondo poetico/musicale potrebbe lasciare con più di un dubbio in testa, ma sia che si abbiano sensazioni di fastidio o di assoluto rapimento, sicuramente non si resterà indifferenti all’alchimia che sa di connubio tra cultura di strada e cultura ufficiale , alone misterioso che d’improvviso sa virare per riportaci indietro in un inconscio salto Freudiano tra le nebbie dell’infanzia , dove giace il nostro amato (temuto?) orsetto parlante di un tempo.
www.cocorosie.com
www.myspace.com/cocorosie
08/04/2007
Void Generator + Alix-Officina Belushi(VT) 7 Aprile 2007
Veglia pasquale all'insegna del rock heavy e psichedelico quella dell'Officina Belushi,che ha proposto due formazioni ben affermate sulla scena nazionale da oltre 10 anni di attività.In apertura una mezz'ora dei romani Void Generator,decisamente orientati su uno stoner dilatato in lunghe suite "spaziali" di denso e corposo amalgama di synth,tastiere e chitarre processate che ricorda Moster Magnet,Kyuss e Motorpsycho.Psichedelia pinkfloydiana ed acidi trip cosmici di fluttuanti dinamiche fortemente elettrificate,alternati a momenti più heavy in cui il canto e gli strumenti, condivisi di volta in volta tra bassista e chitarrista, disegnano linee di circolari riff rock potenti.Dopo di loro gli Alix,quartetto attivo fin dal 1995 in quel di Bologna.Un'ora circa di tiratissimo stoner rock con venature bluesy, dove spicca soprattutto la bella voce e la personalità della vocalist,armata di cembalo, che ricorda Pj Harvey.Alcuni momenti centrali votati ancora alla psichedelia,questa volta spiccatamente più 60's,fondata su dobro,acid-blues e decise pulsazioni ritmiche.Quadrature dal groove profondo,riff tuonanti,evocazioni di polvere del deserto e motori:puro rock'n'roll filtrato in una sensibilità al femminile. Tra Queens of The Stone Age,Jefferson Airplane,PJ Harvey e Patti Smith.La serata è stata caratterizzata da una presenza di pubblico leggermente minore e distratto del solito,anche se soprattutto con gli Alix si è creata una sintonia con una piccola parte degli ascoltatori che sono rimasti interessati e divertiti sotto il palco fino alla fine del concerto.Void Generator ed Alix in questo momento si trovano in tourneé in Italia.Potete seguirli sui loro siti: www.voidgenerator.com o www.alix.bo.it,oppure www.myspace.com/voidgenerator e www.myspace.com/alixband.
ALIX

VOID GENERATOR

