15/09/2007
INTERVISTA al Collettivo ROMA CALLING
ROMA CALLINGUbi maior major cessat
“ogni produzione umana è proprietà di tutta l’umanità”

intervista con il collettivo romano
di Carlo Sanetti
L’estate è stata lunga e noiosa. Viterbo, una città spenta ed ottenebrata dalla sua sonnolenza, plastificata nelle scintillanti luci delle notti bianche come un rigido manichino senz’anima. Ci piovono addosso festival operistici e jazz, ma sembra che dal basso nulla cambi. Dove sono finite le idee, le persone, i musicisti? Là fuori…se ci siete battete un colpo.
Nelle sue boccate d’ossigeno fuori provincia Sub Terra è capitata in una delle serate di Luglio dell’Acrobax di Roma (Laboratorio Occupato, ex-cinodromo di Ponte Marconi), durante uno dei concerti gestiti dal collettivo Roma Calling che ha proposto ogni venerdì due delle proprie band.
La sera del 20 si esibivano Senza Fondo e Palkosecenico al Neon. L’energia punk rock dei primi, la potenza noise d’assalto dei secondi ed il clima di familiarità e coesione che si respirava dentro l’Acrobax ci hanno spinto a volerne sapere di più di Roma Calling, delle sue band e delle sue iniziative. Così ci siamo improvvisati in una chiacchierata, un’intervista, con alcuni dei fondatori del collettivo, e ve la proponiamo per farvi conoscere il lavoro di queste persone, per offrire spunti e stimoli su cui dibattere intorno all’indipendenza artistica ed intellettuale, per uscire dal guscio del provincialismo che ci attanaglia ancora nell’era delle comunicazioni istantanee.
Quando nasce Roma Calling?
Bacco I.D.P. – La leggenda racconta che la nascita sia avvenuta durante la registrazione del nostro disco (I.D.P. – Istituzioni di Diritto Proletario). In un pezzo cantano alcuni nostri amici (il cantante dei Direttiva n.16 e quello dei Prisoners); parlando fuori dalla sala d’incisione, ci siamo resi conto di tutti i problemi che avremmo dovuto affrontare per il disco. Così abbiamo deciso di organizzarci tra di noi ed inizialmente abbiamo chiamato i Rancore, che hanno accolto l’iniziativa. Tutto questo a fine novembre 2006, ma le prime riunioni risalgono al gennaio successivo…
Fabrizio Rancore - …quindi all’inizio eravamo 3 o 4 gruppi con esperienze alle spalle legate all’autoproduzione o piccole etichette. Volevamo creare qualcosa insieme per dare una risposta collettiva a problemi individuali ed agevolare tutte le questioni legate a musica dal vivo/produzione/distribuzione, fuori dalla rete di squallidi individui dove potresti perdere il controllo della tua opera senza sapere chi vai a finanziare. Inoltre volevamo mettere a sistema esperienza positive e risorse.
Riccardo I.D.P. – Ci siamo detti: aiutiamoci a vicenda. Quando voi fate un concerto noi veniamo, facciamo un banchetto con i vostri cd ed i nostri, facciamo circolare presenze e nomi di gruppi ed amici. Piano piano ci siamo organizzati meglio, abbiamo chiamato altre persone, è nato il nome “Roma Calling”- mi sembra che l’abbia tirato fuori Marco dei Prisoners sul ricordo di “London Calling”. Più si parlava più uscivano fuori idee…
Quindi siete cresciuti rapidamente intorno ad alcuni principi ben precisi…
Fabrizio Rancore - flyer informativi letti durante i concerti e myspace sono stati i primi canali comunicativi realizzati. Adesso siamo 11 gruppi. Non c’è selezione a livello di genere: l’unica discriminante che ci siamo permessi di fare è sui testi : niente di razzista, omofobico, sessista od offensivo nei confronti di nessuna minoranza.
Tra i nostri scopi: rilanciare l’autoproduzione. Grazie alle tecnologie che oggi sono sicuramente più diffuse rispetto a 10-15 anni fa, la realizzazione in proprio di un prodotto di buona qualità è possibile. Sarebbe bello che questo prodotto diventasse competitivo nei confronti di chi ha scelto altri percorsi. L’autoproduzione è l’unico strumento di tutela che una band può attuare per muoversi in completa libertà.
E per quanto riguarda la distribuzione?
Riccardo I.D.P. – L’idea più immediata è stata naturalmente quella dei banchetti con i cd di ogni gruppo. Un’idea sarebbe quella di saltare le case discografiche (con cui nessuno ha avuto belle esperienze, da quello che ho sentito qui) ed affidarsi solo a distributori, mantenendo un certo monitoraggio.
Bacco I.D.P. – Il discorso è quello dell’appartenenza dell’opera d’arte. Quando ti affdi a persone esterne, la prima cosa che fanno spesso è rubarti l’idea – c’è gente che non è più proprietaria dei propri master e cose del genere.
Mantenendo propria la produzione ed affidandosi eventualmente ad un distributore (cosa attualmente al nostro dibattito perché c’è chi è più o meno d’accordo) sicuramente hai la certezza che il prodotto è sotto il tuo controllo e così rimane anche dopo. Esempio: io voglio essere libero di poter regalare una canzone per una causa che condivido (per esempio alla lotta per la casa) o per qualsiasi altro motivo; se il pezzo non è più gestito da me, c’è da chiedere permessi a gente che magari ti dice pure di no perché vuole guadagnarci.
Cosa ne pensate della SIAE?
Bacco I.D.P. – E’ una altro discorso centrale di critica che abbiamo portato avanti. Siamo contro l’organizzazione della SIAE, una società a delinquere a cui si paga un pizzo: senza pagare il bollino alla SIAE non potrebbe essere venduto nessun disco, peggio ancora non puoi trovare nessun
centro che ti stampi copie…
Fabrizio Rancore - …e poi c’è anche la costosa iscrizione a cui dovresti sottostare per veder tutelati i tuoi pezzi. Ma a noi interessa poco, la questione della proprietà dei pezzi per come è impostata è un concetto un po’ assurdo; si lega un po’ a tutto il discorso delle proprietà intellettuali, che nel campo della musica è relativamente personale, poi però si estende a tutto il discorso sui medicinali e sui brevetti. Quindi è una lotta generalizzata contro le proprietà intellettuali…
Intendete il copyright, il diritto d’autore…
Fabrizio Rancore - …posso garantire che in generale tutti i gruppi di Roma Calling coscientemente o incoscientemente hanno rinunciato a questo diritto, perché nessuno è iscritto alla SIAE. C’è più uno spontaneo concetto di copyleft che di copyright. Primo, perché personalmente non mi interessa avere un diritto di quel genere. Secondo: non vado a pagare una struttura per ricompensarmi di un diritto di proprietà. E’ come se tutte le mattine quando esco di casa dovessi pagare i carabinieri per garantire che la macchina è la mia e non me la fregassero! Mi sembra un controsenso…
Bacco I.D.P. – Anche pagare un lira sarebbe troppo. L’esempio classico è quello del muratore. Il muratore viene pagato per costruire la casa, ma non è che ogni volta che uno entra dentro la casa gli danno altri soldi! Pagare qualcuno per l’opera che ha fatto va benissimo, ma poi non vedo perché pagare ancora ogni volta che si usufruisce di quell’opera.
Che iniziative avete portato avanti finora e come vi siete posti nei confronti dei gestori di spazi e locali?
Fabrizio Rancore – c’è stato un lungo momento in cui abbiamo deciso insieme le linee da seguire. Molti di noi non si conoscevano, e pur essendo tutti collocabili nella stessa area c’erano punti di vista differenti. Le prime iniziative sono state concerti con il marchio di Roma Calling e questo è stato il primo grosso passo in avanti: avere finalmente un rapporto alla pari con i gestori. Oggi sembra che la situazione si sia capovolta: il musicista deve sempre ringraziare se gli viene concesso uno spazio, e ci sta pure, ma non avviene mai il contrario. Non per i soldi, perché tutti noi ci muoviamo spesso anche solo con una birra e due applausi, ma per come vieni considerato: risposte approssimative, trattato di merda riguardo al palco, nessuna garanzia che si senta bene e spesso devi pure portarti tutta la strumentazione. Uniti possiamo avere questo rapporto alla pari: tu locale sei il soggetto che ospita l’evento e noi collettivo quello che lo porta, che lo offre. Il marchio di Roma Calling assicura molta gente, ed è primo interesse dei gestori che la serata funzioni. Così siamo riusciti a migliorare le singole esibizioni dei gruppi.
La prima iniziativa all’Acrobax, il luogo che ci ospita: una cena sociale con dj set che è riuscita davvero bene. Il progetto è stato presentato poi a molte entità radiofoniche che ci hanno appoggiato, come Radio Città Aperta e Radio Onda Rossa. Poi abbiamo gestito i concerti all’Acrobax di ogni venerdì sera…
…e progetti futuri?
Bacco I.D.P. – in cantiere, stiamo intraprendendo un rapporto col progetto “renoise” per realizzare una sala prove/incisione in memoria di Renato Biagetti (il ragazzo compagno dell’Acrobax, tecnico del suono, assassinato a Focene nell’Agosto dello sorso anno da una vigliacca aggressione di stampo fascista, ndi ). Questo era uno dei suoi sogni. Quando il progetto crescerà, nascerà una collaborazione un po’ più ampia che magari sfocerà in una produzione, un disco di tutti i gruppi con l’etichetta Roma Calling…
Gli I.D.P. hanno partecipato il 28 Luglio scorso al festival Peacetimes di Vasanello
Prossimi eventi:
"Roma Calling"
September, 22 2007 at ACROBAX
via della vasca navale, roma,
Cost :
TUTTI IN MISCHIA A SOSTEGNO D’UNA FEDE !! Concerto per gli ALLREDS in vista del Campionato 07-08 Suoneranno: KLAXON PRISONERS selezioni musicali della BRIGATA ETRUSCA ..bassi...tocco...pausa...ingaggioooo !!
ROMA CALLING
Questi tutti i gruppi che al momento fanno parte del collettivo:
DIRETTIVA N. 16
I.D.P.
PRISONERS
RANCORE
BRIGATA ETRUSKA
RUDE TALKING
AIRESIS
GIADA E LA MASNADA
HOT DRUGS
SENZA FONDO
PALKOSCENICO AL NEON
Contatti:
http://www.romacalling.org/
http://www.myspace.com/romacalling
06/09/2007
INTERVISTA a VINX dei Vanilla Sky
"il cielo è vaniglia..."
foto di Paolo Cipriani @ www.imagestalk.net
intervista di Carlo Sanetti
...come se Viterbo fosse entrata in una quadro di Monet. Credo che in città nessuno ormai ignori chi siano, quindi non vi annoieremo a spiegarvelo di nuovo. Ma se anche qualcuno c'è, non vi resta che leggere questa intervista che il loro membro viterbese ci ha davvero gentilmente e simpaticamente concesso e poi farvi un giro sul web (è autunno, mettetevi sotto un ombrello, capirete perché ;) ). Si parla di underground e mainstream, di punk ed oltre, di "Changes", della Città dei Papi, dell'Italia, del Mondo. Ragazzuoli: Vinx dei Vanilla Sky ( "The band, not the movie." )
1)Che ricordi hai dei tuoi primordi musicali nella Tuscia?
Vinx: ricordi frammentari e disordinati. Mi ricordo che c'erano pochi gruppi "per me" al tempo di valore e non essendo ancora cosciente al cento per cento della scena hardcore alternativa viterbese posso citare pochi gruppi: Mavron (che mi hanno particolarmente segnato), Flop Down (che amavo), Tear Me Down (radice indelebile dell'hxc old
skool nostrano)...
2)Conosci l'attuale panorama musicale di Viterbo? Se si, cosa ne pensi?
Vinx: sono ormai abbastanza fuori il panorama musicale Viterbese. Sono rimasti in contatto con amici/musicsti ma sono all'oscuro dell'evolversi delle cose. Ricevo ogni tanto news riguardo la situazione artistico/musicale tutt'altro che rassicuranti o incoraggianti.
3)L'ultimo lavoro dei Vanilla Sky, "Changes", è uscito per la Universal. In questo modo avete compiuto il fatidico "salto" da un'indie label,la genovese Wynona records, ad una major. La domanda,
da una fanzine indipendente, è scontata: quale autonomia avete in fatto di produzione artistica?
Vinx: sarò sincero al 100%. Artisticamente ci hanno dato PIENA LIBERTA' anche perché al momento in cui abbiamo firmato il disco era pronto al 110% (avevamo registrato arrangiato e prodotto da soli 21
nuovi brani di cui 13 sono finiti sul disco), dovevamo solo riregistrarlo in uno studio migliore e ti dirò... alcuni demo mi
suonano ancora MEGLIO rispetto alle versioni definitive.
4)Cosa risponderesti a chi propugna l'etica dell' "indipendente e sotterraneo" a tutti i costi?
Vinx: direi che l'indipendente e sottrraneo a tutti i costi è un mondo affascinante e meraviglioso quanto però difficile e dispersivo. Non ci sono metri di paragoni e spesso è piuttosto complicato rendere il tutto una fonte primaria di sopravvivenza. Non siamo negli Stati Uniti e neanche in Germania o Inghilterra: e ti dirò anche lì le cose
si stanno facendo complicate.
5)Cos'è il pop per te? Ed il punk?
Vinx: questa domanda non mi è piaciuta molto comunque allo stato attuale posso dire che POP è un termine che sta a significare popolare e quindi portabile all'ascolto di tutti. Come nella letteratura: un tempo si scriveva in Latino che era la lingua dei dotti, poi è arrivato il "volgare" da volgo quindi i libri sono diventati di più facile accesso. Diciamo che per me POP significa "di facile ascolto" o "accesso" se vogliamo metterla così. Punk invece è un pensiero, un modo di pensare, un attitudine e una direzione sociale e mentale che ti rende inequivocabilmente nemico dei problemi
più scontati e moderni che affliggono l'odierno sistema istituzionale: quando mi sono avvicinato a questa cultura ho sempre visto il "punk" come un paladino, una persona COSCIENTE del proprio universo circostante, una persona in grado di cambiare con scelte (o con la lotta) il proprio futuro e quello della società che lo affianca. Molto romantico se vuoi...
6)Avete mai pensato di inserire tematiche socialmente impegnate nei testi dei Vanilla Sky, un pò come hanno fatto gli ultimi Green Day?
Vinx: in Waiting For Something c'era WAIT FOR THE SUN il cui testo era stato scritto proprio contro l'invasione degli Stati Uniti in Afghanistan. Nell'ultimo disco c'è Letargo che parla della succubanza mediatica che la maggior parte delle persone subisce ogni giorno portando ad un'estrema perdita del senso critico e del giudizio
individuale.
7)in "We Were the Romans" canti "since years since i moved into Rome, where an empire was born and a God died nearly alone".Come è stato il primo impatto con la scena musicale di Roma per te, che provenivi da una piccola provincia agricola come Viterbo?
Vinx: Roma è stata come la Mecca per me. Al tempo in cui mi son trasferito nella capitale ero straight edge, e la scena delle tre X a Roma non era ancora volta al declino. Mi si aprii un mondo e tutti sono sempre stati molto aperti e gentili con me. Ora le cose sono molto cambiate, le generazioni sono cambiate... e di quella ROMA HARDCORE rimangono tanti bei ricordi e diversi rimpianti che solo pochi presenti con me ancora oggi condividono.
8)Cosa significa suonare musica di stampo anglo-americano partendo da una città che oggi non è più il caput mundi?
Vinx: significa metterti in gioco e rischiare. Al tempo in cui Vanilla Sky ha iniziato a girare in Europa quando la gente leggeva i volantini e vedeva che eravamo italiani ci diceva solo "wow I love pizza! do u play mandolin?" il che ci portava sempre ad un livello d'impegno e di sfida nonché di stress non indifferente. Forse è stato anche un motore vincente... Fatto sta che se credi in quello che fai e riesci a trasmettere al pubblico non importa da dove vieni o che
musica fai.
9)Quali differenze di risposta del pubblico hai notato andando in tournee all'estero, rispetto all'Italia?
Vinx: all'estero il pubblico è più aperto alle novità e alle band"sconosciute". Se in Italia ci fosse un concerto di una band che nessuno conosce probabilmente non si presenterebbe nessuno. In Germania o in Austria invece la curiosità è ancora viva nell'audience più o meno giovane e il rispetto che si tiene per l'artista/musicista è impressionante paragonato a quello nostrano.
10)Nei testi di "Changes" si può percepire la fatica, la tenacia e la passione che tu e gli altri avete messo per arrivare dove siete ora, ed oltre. Oggi in Italia è possibile riuscire a vivere di musica?
Vinx: oggi come ieri in Italia è MOLTO difficile vivere di musica.Con Internet oggi una band può crearsi un fanbase e tuttavia vendere zero dischi. Il mondo della musica sta cambiando e i prezzi del bel paese certo non aiutano. Da quel che ho potuto vedere da noi come all'estero le band di stampo rock se non fanno una caterva di copie possono andare avanti solo con i live. Sinceramente spero anche nella prima e quasi impossibile opzione... (caterva di copie)
11)Oltre a te, anche Brian dei Vanilla Sky compone i The Gaia
Corporation. Potremmo dire che la "Corporazione della Terra" è un
side-project dove trovano sfogo le vostre attitudini più pesanti ed HC ?
Vinx: The Gaia Corporation è un progetto che ho tirato fuori assieme a Kikko (l'urlatore del Gaiostro) circa 4 anni fa. Per motivi di tempo e formazione non siamo mai riusciti a concludere molto tanto che il primo EP ci ha messo due anni ad essere inciso (io ero sempre in tour con i Vanilla... e anche sempre stanco!). L'idea era di gettare nei GAIA tutto quello che non potevo più proporre ai Vanilla per ovvie ragioni stilistiche e quindi eccoci qui. Stiamo attualmente
preparando un full length con non poche sorprese...
12)Come siete entrati in contatto con Mark Hoppus che ha collaborato con voi in "Nightmare"?
Vinx: noi siamo endorsati Atticus e Cisco tramite alcuni amici inglesi ha chiesto di girare i nostri demo a Mark. Lui ci rispose personalmente via mail dicendo che gli sarebbe piaciuto molto lavorare con noi e che era stato affascinato da alcuni nostri brani. All'inizio si parlava anche di produzione del disco poi per motivi di tempo e di budget (lui stava preparando +44) siam rimasti con la sua collaborazione nel brano e con un'intervista fattaci un anno fa sul
suo podcast (intervista telefonica e play del brano Nightmare versione demo).
13)Possiamo dire che abbia avuto successo l'"invasione" degli studi di MTV? :)
Vinx: hahaha non lo so. Il mondo televisivo mi spaventa e non mi piace molto: tutto è molto impostato per non dire costruito e non hai quel feedback che ti danno i live =) inoltre il pubblico è molto vario quindi anche il fanbase ne risente in maniera drastica a volte
14)Com'è stato tornare ad esibirti nella tua città natale? Sei rimasto soddisfatto dell'accoglienza di piazza del Gesù (alla festa dell'unità dello scorso luglio)?
Vinx: sono stato contento ci fosse tanta gente (per me tutta quellagente a Viterbo è un miracolo) anche se penso ogni serata sia andata così nei giorni della festa dell'Ulivo. Viterbo la porto sempre nel cuore perché ho gli amici più cari e la mia famiglia... ho tanti ricordi che mi accompagnano ancora oggi nelle canzoni che scrivo ma
Viterbo è anche la città dei problemi, della cecità, del pettegolezzo, della finzione e della politica per moda... tutto ciò
mi ha sempre infastidito molto.
15)Cosa è successo ai Your Hero durante quel concerto?
Vinx: in quel momento non ero in piazza ma pare ci siano stati problemi tecnici del service e pare anche che non ci fosse più tempo (avevamo un set con degli orari obbligati). Cmq Daniele ed io abbiamo
da poco finito la produzione delle loro voci per il full length e siamo molto soddisfatti.
16)Cosa ne pensi di Sub Terra?
Vinx: penso che ci sarebbe bisogno di più web/fanzine così e di ragazzi motivati come te per rendere la scena underground ancora informata e viva. Il mainstream sta pian piano rastrellando tutto...
andate su:
http://www.myspace.com/vanillasky
http://www.myspace.com/thegaiacorporation
http://www.imagestalk.net

per gentile concessione, foto di Paolo Cipriani @ www.imagestalk.net

