26/11/2007
Libertà senza fili
Con questo articolo, Sub Terra inaugura una sezione dedicata alle utopie di quegli agguerriti sfigati che vedono internet come una risorsa da non buttare nel cesso.Tra un sito porno e l'altro, affinate il vostro irrancidito spirito critico dedicando 10 minuti della vostra navigazione per pretendere un'informazione libera e l' accessibilità alla Conoscenza per l'umanità intera.
Rock'n'roll
Libertà senza fili
di Mauro Tascio
Parte prima: come ottenere la banda larga ad un prezzo equo.
Tutti coloro che sono un minimo avvezzi al mondo delle tecnologie informatiche sono a conoscenza della possibilità di scambiare dati e connettersi ad internet utilizzando interfacce radio (o, per usare un termine di gran moda, “wireless”).
Esse non sono altro che schede (interne o esterne) che carpiscono il segnale che apparecchi chiamati “Router wireless” diffondono nell'aria.
E' ben noto che le tariffe per abbonamenti ADSL praticate dagli ISP italiani come Alice, Tiscali, Infostrada, Tele2, Fastweb, solo per citare i maggiori, sono tra le più svantaggiose d'Europa.
C'è poi il fatto che, sebbene i fornitori di servizi si ostinino a proporre sul mercato offerte estremamente di tipo “FREE” (cioè paghi –e pure salato- quanto consumi), la stragrande maggioranza degli abbonati predilige il “FLAT”, cioè canone fisso e traffico dati illimitato (navighi e scarichi quanto vuoi).
Ma quanti di noi utilizzano la propria linea ADSL FLAT 24 ore su 24, 30 giorni su 30, sfruttandola al massimo delle potenzialità?
Eppure continuiamo a pagare quei 20€ - 45€ mensili, cioè da 0,66€ a 1,5€ al giorno, avendo in realtà usufruito del nostro abbonamento ad Internet per un numero di ore nettamente inferiore a quelle disponibili. Uno spreco di risorse non indifferente.
La disponibilità, a cui si accennava all'inizio dell'articolo, di apparati wireless (i Router) che consentono di diffondere il segnale ADSL entro un raggio (teorico) di 100m può spingere a fare un certo tipo di riflessione, sulla base di certe ipotesi. Supponiamo infatti di abitare in un condominio di medie dimensioni, vale a dire 5 livelli e 3 appartamenti per ciascun livello, e supponiamo anche che la nostra città sia raggiunta dalla fibra ottica.
Entrambe le ipotesi sono realistiche nel caso in cui si abiti in una piccola città come Viterbo.
Il noto provider Fasweb offre l'ADSL flat più veloce sul mercato: 10Mbps (Mega bit al secondo) in download al “modico” prezzo di 45€ al mese.
E 10Mbps sono davvero molti. Una quantità esagerata di banda.
Per rendersene conto basti pensare a questo: se la linea venisse divisa tra 10 utenti, ognuno di essi potrebbe usufruire di un collegamento di velocità minima 1Mbps, che gli permetterebbe di scaricare un file musicale mp3 in circa 30 secondi o un video della durata di due ore in un'ora e mezza. Niente male, no?.
E sarebbe davvero improbabile che tutti i 10 utenti siano simultaneamente connessi, e sfruttino al massimo il loro decimo di banda.
Tornando al nostro condominio, su quindici famiglie ce ne possono essere, in media, cinque che non sono interessate ad accedere a Internet (coppie di anziani o megari nuclei familiari privi di un pc).
Dunque, per un condominio di dimensioni medie, sotto le ipotesi proposte, sarebbe necessaria una spesa di 4,5€ a famiglia, al mese, per usufruire di un Access Point (rappresentato, fisicamente, dal router wireless) che permetta a ciascuno dei 10 utenti di connettersi ad Internet 24 ore su 24 ad una velocità minima di 1Mbps. Velocità “pro-capite” che raddoppierebbe se, su 10 utenti, solo 5 fossero connessi, e così via.
Se poi i condomini fossero particolarmente avidi di banda (volessero, ad esempio, 2Mbps anziché 1Mbps), sarebbe sufficiente dividerli in due gruppi e far sottoscrivere a ciascuno di essi un abbonamento distinto, installando due Access Point separati nel palazzo. Ovviamente la spesa individuale salterebbe a 9€. Che sono meno della metà del prezzo del più economico abbonamento 2Mb Flat disponibile in Italia (fornito da Tiscali a 20€).
Il ragionamento appena fatto è estendibile ad un qualsiasi condominio con un qualsiasi numero di utenti interessati: è sufficiente stabilire qual'è la velocità minima che ciascun utente pretende e sottoscrivere un numero di abbonamenti che la garantiscano.
Possono sorgere dubbi di natura tecnico/organizzativa, facilmente risolvibili con onestà, spirito di collaborazione e un minimo di competenza. Il più banale di essi potrebbe essere: dove posiziono l'Access Point? Se ad esempio l'inquilino A che si fa carico di sottoscrivere l'abbonamento abita al primo piano, e di conseguenza il Router va collegato al suo impianto telefonico, l'inquilino B che abita al 5° potrebbe non ricevere il segnale senza fili. Le soluzioni sarebbero due: o si installa sul router (se l'apparato lo permette) un'antenna potenziata, oppure si sostiene una piccola spesa (20-25€) per dotare B di una scheda wifi dotata di connettore per antenna esterna e in grado di captare segnali molto deboli.
Sarebbe ovviamente d'aiuto, poi, intestare la linea a un condomino che abbia il suo appartamento situato più o meno a metà dell'altezza della struttura, in modo tale da favorire una diffusione ottimale del segnale verso tutti gli utenti.
Trascurando i problemi tecnici, che sono davvero irrilevanti, potrebbero presentarsene di più delicati quando, ad esempio, uno degli utenti che non è l'intestatario della linea commette un illecito attraverso la rete. A quel punto, per una questione formale, la responsabilità potrebbe ricadere, in modo ingiusto e “automatico”, sull'inconsapevole intestatario. In realtà, andando a tracciare in modo più approfondito il flusso dei dati, si potrebbe giungere al vero responsabile, identificandolo tramite l'indirizzo MAC, una sorta di “codice fiscale” della scheda di rete utilizzata per la connessione.
In ogni caso, a parte il caso estremo del reato, se questa pratica si diffondesse diverrebbe ben presto una spina nel fianco per gli ISP, che vedrebbero crollare drasticamente le richieste di adesione ai loro servizi. E magari proporrebbero prezzi più competitivi, o lancerebbero offerte innovative, dedicate non al singolo ma a piccole comunità, quali sono i condomini.
Se la condivisione è l'anima di Internet, perchè non applicare lo stesso principio ai mezzi di accesso ad Internet? Potrebbe essere un punto su cui discutere alla prossima assemblea condominiale.
20/11/2007
APPUNTOEFFE : belle Cose Italiane
| APPUNTOEFFE : belle Cose Italiane Il gruppo che fa parte del collettivo romano di musicisti indipendenti Polyester in concerto all’Officina Belushi il 23 Novembre Gli Appuntoeffe sono una giovane band romana dedita ad un raffinato pop/rock italiano, le cui caratteristiche basilari sono un marcato stampo cantautoriale ed un’eterogenea scelta di soluzioni stilistiche. Il loro cd autoprodotto “Appuntoeffe” si presenta con una graziosa grafica minimale (chiaro il riferimento al “Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry stampato sul disco), azzeccata introduzione per l’ascolto delle sei tracce caratterizzate da un’efficace semplicità compositiva che non abbandona mai la melodia ed il formato-canzone. La poesia caratterizza i testi, al centro della musica, che raccontano di frammenti di vita, storie, moti e riflessioni intimiste come nella miglior tradizione cantautoriale italiana. La luna, nell’omonima canzone d’apertura, diviene una culla ed il cielo appare come un amante, paesaggio interiorizzato nei propri desideri mentre un synth aleggia in apertura e spezza il sognante ritornello, prima di lasciarlo correre sfumando. “Odore di Pioggia” prosegue sullo stesso tono narrativo caratterizzato da una dolce malinconia, dimostrando al meglio l’utilizzo melodico degli intrecci di chitarre insieme ad una morbida acustica come tappeto sullo sfondo. “La tua memoria sbronza” si muove invece su toni decisamente allegri, azzerderi quasi samba , ricordando nella composizione e nelle confessioni d’autore Francesco Guccini. “Non essere mai” è una breve e delicata ballata, affettuosa come il consiglio di un padre, mentre “Tutto Crolla” fa spiccare gli elementi che più nel gruppo derivano dal rock alternativo, sfoggiando chitarre che potrebbero trovare i loro riferimenti nei Radiohead di The Bends. “Sorridi Ancora” chiude il lavoro con riflessioni che vanno dal privato al globale, catturando l’attenzione con il proprio incisivo riff di chitarra. Gli Appuntoeffe rappresentano una di quelle realtà italiane più o meno nascoste che sanno offrire una visione diversa del pop, inteso con leggerezza ma senza perdere il valore di un certo spessore poetico. Gravitanti intorno a Polyester, il collettivo romano di musicisti indipendeti , verranno nella Tuscia il 23 novembre all’Officina Belushi per aprire il concerto de laMalareputazione. Cogliamo l’occasione per rivolgere qualche domanda ad Andrea, voce e chitarra del gruppo: 1)Quali sono i vostri maggiori riferimenti musicali? In prima persona ti risponderei Bob Dylan, De Andrè e tutto il "cantautorame".. ma le influenze arrivano anche dagli altri membri del gruppo, influenze indie-rock, pop rock, anglofone... 2)Come vi ponete nei confronti della “scena” indipendente romana e nazionale? Nella "scena indipendente" il nostro posto è marginario… siamo un gruppo al margine tra la musica cantautoriale, pop rock e indie rock, mi piace spesso citare una frase della canzone di de Gregori "Santa Lucia": "...per chi vive all'incrocio dei venti ed è bruciato vivo... " 3)Quali sono i vostri obiettivi? Vi vedreste sotto contratto con una label, magari una major? Siamo un gruppo aperto ad ogni prospettiva non dimenticando mai che la musica per noi è prima di tutto una passione, un modo di esserci qui ed ora. 4)I testi e le storie hanno un ruolo centrale nella vostra musica. In un’epoca di rapido consumo musicale usa e getta, esiste ancora un pubblico capace di ascoltare e riflettere sulle parole? Esiste, non so quanto, ma c'è… comunque per noi l'importante è suonare, che sia di fronte a una persona o di fronte a un migliaio di persone... una nostra canzone tra l'altro si chiama "parole", la faremo venerdì... 5)Cosa ne pensate della “globalizzazione musicale” che porta molti gruppi italiani ad essere praticamente indistinguibili da modelli anglosassoni? Io credo molto nella lingua italiana, una lingua, tra quelle che ho ascoltato, che ritengo tra le più belle insieme al portoghese... nel nostro cd ci sono riferimenti a molti tipi di musica, dalla sud americana alla tradizione italiana.. innegabile che i paesi anglosassoni, anche per motivi storici, influenzino ogni cosa nella nostra società, quindi anche la musica.. sta alla sensibilità di ognuno riconoscersi o meno in questo modello... 6)Vi definireste un gruppo di “facile ascolto”? Credo di si, anche se poi il "gusto personale" è molto importante... 7)Cosa ci si può aspettare da un vostro live ( e in particolare da questo all’Officina)? Questo concerto fa parte di tre esibizioni in tre giorni in cui ci presenteremo solo in tre componenti... basso, percussioni, voce e chitarra... suoneremo qualche nostro pezzo in maniera semplice, quasi nudo... a volte la versione acustica aiuta chi sa davvero ascoltare... contatti: info@appuntoeffe.it www.appuntoeffe.it membri: Andrea Failli (voce chitarra), Adriano Festa (chitarra elettrica), Simone Odoardi (e-bow basso synth), Roberto Battilocchi (basso), Claudio Gatta (batteria percussioni) |
12/11/2007
CANTIERI MUSICALI LIVE CLUB
CANTIERI MUSICALI LIVE CLUB(Articolo uscito sul numero di 8 di Via Cassia, mensile della casa editrice Davide Ghaleb)
Il 6 Ottobre a Vetralla ha aperto il nuovo locale che preannuncia di essere qualcosa di davvero nuovo per la musica live della nostra provincia
di Carlo Sanetti
Vetralla si fa sede di un’ importante struttura che potrebbe significare una decisiva svolta nel panorama della musica dal vivo nel viterbese. Stiamo parlando dell’apertura di Cantieri Musicali, live club che fin dalla sua inaugurazione ha mostrato di privilegiare una proposta incentrata su standard qualitativi decisamente alti. Avvalendosi della collaborazione del “Tuscia in Jazz Festival”, Cantieri Musicali apre con la sfida di proporre ogni fine settimana concerti e jam sessions di grandi nomi e talentuosi artisti del panorama jazz italiano e non solo (si è cominciato con il concerto del quartetto di Rick Pellegrino, che vanta collaborazioni con nomi del calibro di Joe Venuti, Eddy Calvert e Tony Scott). Ma non è tutto. Fin dal mercoledì, il club spalanca i suoi orizzonti anche ad altre espressioni musicali includendo dj set, cover e musica inedita (dal folk al rock) di musicisti e gruppi che vantano esperienze di peso nel loro curriculum, non disdegnando di proporsi anche come un palco aperto per i gruppi emergenti del nostro territorio. Le premesse e quello che finora si è potuto ascoltare ( e vedere ) indicano quindi la nascita di una realtà per molti versi inedita ed unica per la nostra provincia, con la speranza che i presupposti di fondarsi su versatilità e qualità possano contribuire alla collaborazione con molto altri ambiti definiti solitamente di “nicchia”. In questo modo ci si augura una conquista (attraverso una sapiente gestione) di un target di pubblico sempre maggiore, che possa conoscere un modo altro di fruire ottima musica e passare una piacevole serata..
Ma lasciamo la parola a Guido Landucci, giornalista, critico musicale e componente della direzione artistica del club, che rispondendo a qualche domanda ci offrirà un rapido quadro sulle direttrici del nuovo locale:
COSA SIGNIFICA BASARE LA PROPRIA OFFERTA MUSICALE SULLA QUALITA’?
Cantieri Musicali nasce con l’esigenza di dare una risposta chiara, netta e, se non definitiva, sicuramente importante ad una realtà carente dal punto di vista della musica dal vivo. Vogliamo creare un punto d’incontro diverso, dove si possa stare bene insieme, che non sia modaiolo e che abbia l’occhio puntato alla buona musica. Posso annunciare che ci sarà una collaborazione piuttosto stabile con la CNI, “Compagnia Nuova Indye”, la compagnia che aveva in scuderia gli Agricantus.
Tentativi di puntare sulla qualità sono stati intrapresi in passato senza grosso riscontro, da privati ed istituzioni. Sicuramente la nostra è una realtà che si affaccia in maniera competente, ed il riscontro finora è stato superiore alle aspettative.
QUALE SPAZIO VERRA’ OFFERTO ALLE REALTA’ EMERGENTI DEL TERRITORIO?
Questa è una cosa molto importante: normalmente esistono pochissimi spazi per i gruppi emergenti, ed è difficile per loro uscire e farsi conoscere. Apprezzo le nuove tecnologie di diffusione attraverso Internet e MySpace, che hanno scovato realtà che hanno funzionato anche dal punto di vista commerciale, ma niente vale come il contatto diretto. Credo che in un ambiente che sia un club come questo il confronto diretto con un pubblico critico sia fondamentale. Ben venga quindi chi ha delle idee, perché se da un lato la realtà dell’autoproduzione e diffusione su Internet è importante, dall’altra può essere limitante se non trova sbocco nel confronto diretto, dove ci si gioca la faccia.
AVETE ESPOSTO ANCHE UNA MOSTRA FOTOGRAFICA DI MICHELE MARI. NEL DISCORSO DELLA QUALITA’ RIENTRA ANCHE UN DISCORSO DI IMMAGINE E VISUALITA’?
Si, l’immagine oggi è il 90 % della comunicazione della musica, mi verrebbe anche un po’ da dire purtroppo, perché questo aspetto ai nostri giorni è diventato preponderante rispetto al contenuto. Ma comunque viviamo in una società dell’immagine e ne facciamo parte, quindi questo veicolo non va assolutamente trascurato, anzi il vero scatto fotografico, fermare l’attimo, ha un valore molto alto.
MA NELLA TUSCIA ESISTE UN PUBBLICO CHE POSSA REALMENTE APPREZZARE QUESTO?
Io credo di si. Credo che l’offerta musicale oggi debba essere il più variegata possibile e noi vogliamo recuperare la dimensione dal vivo in maniera più professionale, per condividere diverse esperienze e percorsi artistici. Quella che nella Tuscia è stato sottovalutato è che c’è un bacino d’utenza potenzialmente molto attento, non quello che possono dirci i dati di vendita delle top 10, ma un pubblico che sappia scegliere. La musica è cultura ed offrire la possibilità di usufruirne, anche se uscire la sera e venire qui implica il non essere troppo pigri, sono sicuro che nel tempo si risolverà in un successo. Ti assicuro che avremo sorprese straordinarie.

