16/01/2008

Intervista a David Moretti dei KARMA/JUANMORDECAI


Intervista a David Moretti dei KARMA/JUANMORDECAI

di MARCO NICCOLAI (http://www.myspace.com/marcosinestesia)

www.myspace.com/juanmordecai

A che età è avvenuto il tuo approccio con la musica e perchè?

Papà era musicista… il primo ricordo che ho è seduto sulle sue ginocchia mentre cercavo di seguire il ritmo di Great Balls of Fire di J.L.Lewis… forse neanche 3 anni…

-Sei autodidatta o hai seguito delle lezioni?
Ho iniziato da bravo studente, preciso ma scazzato, poi la folgorazione, l’anarchia e l’auto disciplina e qualche anno più tardi, visti gli scarsi risultati, nuovamante studente.

-Oltre a "suonare la voce" e la chitarra sai suonare un altro strumento?
Malissimo piano e organi

-Con la tua band partecipi attivamente alla realizzazione delle musiche e degli arrangiamenti?
Decisamente. Ho sempre composto musica e testi. Con i Karma poi ho trovato una sintonia particolare, fatta di una scrittura istintiva.
È l’unico gruppo con il quale abbia collaborato capace di trovare arrangiamenti complessi, nati da jam session e non da scritture a tavolino. Astronotus, il nostro secondo disco, è frutto di una serie di Jam session sviluppate intorno a melodie e brani portati da me, ma completamente stravolti e inseriti in contesti sonori diversissimi da quelli originari. Quindi pochi tagli, poche prove, al massimo due o tre take. Poi molto lavoro di mix.

-C'è una vostra canzone alla quale sei più legato e perchè?

Del periodo Karma sicuramente il Cielo ed Avorio… Ero molto coinvolto in una ricerca spirituale che mi aveva portato lontano. Ricordo ancora dove ho scritto il testo e trovata la melodia di Avorio: ero a Jaisalmer nel deserto del Rajastan indiano (in Astronotus c’è un brano dedicato a questa città incredibile)… rivivo con molta nostalgia la libertà di quel periodo. La sensazione di pace e invulnerabilità…
Nel nuovo lavoro come Juan Mordecai invece è Rose, canzone intorno alla quale abbiamo letteralmente riportato in vita dopo moltissimi anni il nostro gruppo.

-Quanto c'è di autobiografico nei testi che scrivi?
La cosa che è sempre autobiografica è la musica. Intendo l’atmosfera e il suono dei colori che riesco a esprimere incastrando note ed accordi.
La scrittura è per me forse la prima consolazione a quello che provo…
I testi lo sono, ma non voglio che siano a volte troppo espliciti.

-Cosa consiglieresti a chi vorrebbe fare musica?

Di sapere che come ogni dipendenza ha il suo lato oscuro.
Può far bene a chi decide di vendersi l’anima sapere che sarà con molta probabilità un fallimento. D'altronde il rock è maledetto… ma lo si ama proprio per questo.

-Si può vivere di musica in Italia?
Beh ormai non ci muore più nessuno. In italia poi…
Dipende da come si vuole vivere…

-Al giorno d'oggi cosa ti manca di più dei Karma e di quei tosti anni 90'?
L’ingenuità e la sensazione che fosse arrivato un periodo di grande attenzione per la musica indipendente italiana.

-Cosa nè pensi dell'attuale scena musicale italiana?
Sono dei solitari. Si sfrutta il massimo e ci si adegua con molti meno problemi di coerenza e grandi ideali. Ma siamo stati noi (la nostra generazione di musicisti) a far fallire le grandi attese.

-Che rapporto hanno i tuoi familiari con la tua
professione/passione?

Complice

-Esegui dei riti ben precisi prima di salire sul palco?

No, a parte un bel bicchiere di rosso

-Quali sono le cose che eviti di fare prima di salire sul palco?

Adesso berne troppi

-Qual'è stata l'esperienza più bella della tua carriera?
Ho avuto numerose soddisfazioni, con i Karma ne ho di esaltanti, ma penso soprattutto aver potuto colaborare con i grandi musicisti che appartenevano ai miti della mia adolescenza. Ho sempre ammirato la scena italiana degli anni 70, l’unica a portare il rock a livelli internazionali: Area, Pfm, Banco…
Nel 98 mi traferii a Roma per poter collaborare a un progetto di Vittorio Nocenzi del Banco (la mano sinistra di Dio, senza di lui il moog sarebbe solo una tastierina con buffi suoni). Poi, Mauro Pagani (non credo che abbia bisogno di presentazioni) che ultimamente mi ha accolto nella sua orchestra; meraviglioso questo capodanno a Siena di fronte a più di 25000 persone!

-Quella più divertente?
Alla presentazione del primo disco volle venire il console indiano con tutta la famiglia al seguito, i manifesti mostravano uno Shiva danzante e lui erroneamente pensava di trovarsi di fronte ad uno spettacolo di musica e danza. Quando è partito il pogo sul primio pezzo l’ho visto ondeggiare e poi venir inghiottito da un vortice umano. Ogni tanto spuntava come un galleggiante con lo sguardo allucinato… Alla fine ci disse che si era molto divertito e che amava tantissimo Jimi Hendrix (?!)… potere dei classici!

-E quella da dimenticare?
Il giorno in cui decidemmo di prenderci un paio di mesi di silenzio
(durato poi 10 anni!)

-E' cosa risaputa che i musicisti sono tutti delle buone
forchette e ottimi bevitori. Che rapporto hai con il bere ed il mangiare?

Più equilibrato di un tempo.

-Quali sono i tre cantanti che più ti hanno influenzato e perchè.

Demetrio Stratos, Janis Joplin e Jim Morrison.
Demetrio mi ha insegnato a considerare la voce uno strumento capace di cose incredibili. Janis è la passione, la voce straziante e incontrollabile eternamente in estati. Jim è la sensualità, i bassi che avvolgono e la capacità di scandire sillabe e parole come solo un poeta sa fare.

-Quali sono i tre cantanti dai quali ti sei ben guardato dall'imparare qualcosa e perchè.

Quasi tutto il metal anni 80. Plant e Bon Scott (che considero inarrivabili) hanno rovinato senza volerlo un’intera generazione di cantanti, trasformandoli in castrati inascoltabili, tragico bestiario da guinness dei primati (in senso evoluzionistico).

-Che strumentazione utilizzi attualmente?

Ho una fender telecaster deluxe del 75 e una gretsch anniversary semiacustica. Per le acustiche invece una Martin d41 6 corde e una Maton 12 corde°. Amplificazione Mesa LoneStar 100w testa e cassa + una misteriosa serie di pedalini customizzati…..;)

-Valvole o transistor?

Ma che cazz… diavolo o acqua santa?…

-Che caratteristiche deve avere il cantante di una rock band?

Voce decente e gran faccia di culo

-C'è qualcosa in campo artistico che avresti voluto fare, ma che ancora non sei riuscito realizzare?

Vorrei evitarti il libro, che visti i “colleghi”, sembra inevitabile come evoluzione artistica…
mi limito ai racconti per i miei bambini

-Quali sono i tuoi progetti futuri?

Concerti, mille collaborazioni, un disco con i karma (sempre che non si decida un altro periodo di silenzio..) e nuove registrazioni come Juan Mordecai…

-Cosa nè pensi di questa intervista?

Già finito?
di FormicaLogorroica at 22:02:00 Commenta:



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